LA PRESCRIZIONE NEL RISARCIMENTO ASSICURATIVO

"... Ogni diritto si estingue per prescrizione quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge ..." 
"... La prescrizione è la causa di estinzione del diritto (indennizzo) derivante dall’inerzia del titolare (Assicurato) per il tempo determinato dalla legge "
 

NOVITA'

quella inserita nel Decreto Crescita del 20 ottobre 2013 infatti il termine di prescrizione per citare in causa un’assicurazione e chiedere il risarcimento danni è passato da due a dieci anni. Questa regola vale per tutti i tipi di polizze tranne le RC auto, per le quali rimane fermo il precedente termine di prescrizione di due anni. –

 IN PRATICA 

Il termine per la prescrizione dei diritti derivanti dai contratti di assicurazione, e perciò anche delle polizze vita, passa da 2 a 10 anni. Il provvedimento è entrato in vigore il 20/10/2012 e dunque: - tutto ciò che si è prescritto entro il 19/10/2012 rimane prescritto nel termine di 2 anni; - mentre tutto ciò che si sarebbe dovuto prescrivere dal 20/10/2012 si prescrive in 10 anni. Pertanto le polizze per le quali i diritti maturati (data scadenza, data sinistro)  o l’ultima richiesta di liquidazione giunta alla compagnia assicurativa sono datati: - fino al 19/10/2010 si prescrivono in 2 anni - a partire dal 20/10/2010 si prescrivono in 10 anni 

INTERRUZIONE DELLA PRESCRIZIONE

 La prescrizione può essere interrotta da un atto col quale si da inizio al giudizio (citazione in giudizio) o con una formale comunicazione (raccomandata con avviso di ricevuta) inviata all’Assicuratore (sede legale o agenzia che ha in gestione la polizza) che deve avere le seguenti caratteristiche: 
1) data certa di ricevimento del destinatario; 
) esprimere con chiarezza la volontà di richiesta dell’adempimento contrattuale (indennizzo); 
3) mettere in mora il debitore (Assicuratore). Per effetto dell’interruzione inizia ex novo un altro periodo di prescrizione. La prescrizione è interrotta dal riconoscimento del diritto da parte dell’Assicuratore. 
Vedesi Articoli n. 2943, 2944 e 2945 del Codice Civile.